Sfide affrontate dai giovani con la long COVID

Sfide affrontate dai giovani con la long COVID

Recenti studi hanno messo in luce le esperienze dei giovani che affrontano la long COVID, rivelando le lacune nei servizi di supporto e l’impatto della condizione sulla loro vita. Sanjana Jaidka ed Eden Byrne, entrambi di 19 e 20 anni, hanno condiviso le loro difficoltà in un saggio pubblicato su The Lancet: Children and Adolescent Health. Come individui che hanno affrontato la long COVID per oltre due anni, hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di comprensione e compassione da parte degli operatori sanitari e del sistema educativo.

Jaidka e Byrne hanno evidenziato le attitudini dispregiative incontrate dai medici che li consideravano “troppo giovani per avere la long COVID”. Questo li ha lasciati in una situazione difficile in cui si sono sentiti non supportati e hanno faticato ad accedere ai servizi sanitari appropriati. Il costo mentale e fisico di questa mancanza di consapevolezza ha solo aggravato i loro sintomi e ostacolato il loro recupero.

Inoltre, i giovani autori hanno evidenziato la discrepanza nel supporto disponibile tra i servizi pediatrici e l’assistenza sanitaria per adulti, lasciandoli in una zona grigia in cui non si sono adeguatamente integrati in nessuna delle due categorie. Hanno chiesto una migliore comunicazione tra i servizi sanitari e le istituzioni educative, sottolineando la necessità di maggiori ricerche sulla long COVID nei bambini e di una collaborazione con i giovani per sviluppare sistemi di supporto su misura.

Queste esperienze non sono limitate al Regno Unito. L’inchiesta australiana sulla long COVID e sulle infezioni ripetute da COVID ha riscontrato preoccupazioni simili, con pazienti australiani che sono stati anch’essi sottovalutati dai medici. Il Royal Australasian College of Physicians e l’Australian Healthcare and Hospitals Association’s Deeble Institute for Health Policy Research hanno entrambi sollecitato le autorità a dare la priorità all’affrontare le sfide della long COVID.

In uno studio separato condotto presso l’Università di Monash, la professoressa Kate Fitz-Gibbon e i suoi colleghi hanno esplorato le intersezioni tra la long COVID e la violenza tra partner intimi (IPV). La loro ricerca ha rivelato che le vittime-superstiti di IPV hanno sperimentato cambiamenti nella frequenza, gravità e tipo di violenza successivamente alla diagnosi di long COVID. Allarmantemente, un quarto dei partecipanti ha riferito di aver subito abusi da parte del partner per la prima volta dopo la diagnosi di long COVID.

Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di risposte politiche per sostenere le vittime-supersiti di IPV con la long COVID. Con l’IPV come principale fattore di rischio per le donne australiane di età compresa tra 18 e 44 anni, è fondamentale prestare maggiore attenzione alle sfide specifiche affrontate da questa popolazione vulnerabile. I perpetratori spesso strumentalizzano le condizioni di salute delle vittime-superstiti con la long COVID, utilizzandole come strumento di controllo coercitivo aumentato.

Infine, la scarsa vaccinazione è emersa come un problema preoccupante tra i giovani e coloro che provengono da contesti svantaggiati ed etnie non bianche nel Regno Unito. La ricerca condotta dal consorzio HDR UK COALESCE ha rivelato che la scarsa vaccinazione era associata a un rischio maggiore di esiti gravi da COVID. Questo sottolinea l’importanza di garantire una copertura vaccinale equa per migliorare i risultati complessivi in materia di salute.

Sebbene questi studi abbiano le loro limitazioni, forniscono preziose informazioni sulle esperienze dei giovani con la long COVID, sull’impatto della condizione sulla violenza tra partner intimi e sulle disparità nella copertura vaccinale. Riconoscere queste sfide è fondamentale per sviluppare interventi mirati e sistemi di supporto che si adattino alle esigenze uniche di queste persone.

Sezione FAQ:

D: Cos’è la long COVID?
R: La long COVID si riferisce alla condizione in cui gli individui sperimentano sintomi persistenti e problemi di salute anche dopo aver superato la fase acuta di COVID-19.

D: Quali sono le principali difficoltà affrontate dai giovani con la long COVID?
R: Le principali difficoltà affrontate dai giovani con la long COVID sono la mancanza di comprensione e compassione da parte degli operatori sanitari e del sistema educativo, così come la difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari appropriati.

D: Come sono stati sottovalutati i giovani con la long COVID dai medici?
R: I medici hanno sottovalutato i giovani con la long COVID considerandoli “troppo giovani per avere la long COVID”, portando a una mancanza di supporto e ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari appropriati.

D: Qual è la discrepanza nei servizi di supporto per i giovani con la long COVID?
R: I giovani con la long COVID hanno evidenziato la discrepanza tra i servizi pediatrici e l’assistenza sanitaria per adulti, lasciandoli in una zona grigia senza un adeguato supporto da nessuna delle due categorie.

D: Qual è l’importanza della ricerca sulla long COVID nei bambini?
R: La ricerca sulla long COVID nei bambini è importante per sviluppare sistemi di supporto su misura e migliorare la comprensione e la consapevolezza della condizione nei gruppi di età più giovani.

D: Quali preoccupazioni sono state sollevate sulla long COVID in Australia?
R: Le preoccupazioni sulla long COVID in Australia includono attitudini dispregiative da parte degli operatori sanitari e la necessità di dare priorità all’affrontare le sfide della long COVID attraverso risposte politiche.

D: Cosa ha rivelato lo studio sulla long COVID e la violenza tra partner intimi?
R: Lo studio ha rivelato che le vittime-superstiti di violenza tra partner intimi hanno sperimentato cambiamenti nella frequenza, gravità e tipo di violenza a seguito della diagnosi di long COVID.

D: Come i perpetratori usavano la long COVID come strumento di controllo coercitivo?
R: I perpetratori della violenza tra partner intimi spesso strumentalizzavano le condizioni di salute delle vittime-superstiti con la long COVID per esercitare un maggior controllo coercitivo.

D: Cosa si intende per scarsa vaccinazione?
R: La scarsa vaccinazione si riferisce alle basse percentuali di vaccinazione in determinate popolazioni, in particolare tra i giovani e quelli provenienti da contesti svantaggiati ed etnie non bianche.

D: Quali sono i rischi della scarsa vaccinazione?
R: La scarsa vaccinazione è associata a un rischio maggiore di esiti gravi da COVID, sottolineando l’importanza di garantire una copertura vaccinale equa per migliorare i risultati complessivi in materia di salute.

Definizioni:
– Long COVID: La condizione in cui gli individui sperimentano sintomi persistenti e problemi di salute anche dopo aver superato la fase acuta di COVID-19.
– Violenza tra partner intimi (IPV): Violenza e abusi che si verificano all’interno di relazioni intime, come abusi fisici, sessuali o emotivi tra partner.
– Contesti svantaggiati: Si riferisce agli individui che affrontano svantaggi sociali o economici, spesso a causa di fattori come la povertà, la discriminazione o un accesso limitato alle risorse.

Suggerimenti di link correlati:
1. The Lancet: Children and Adolescent Health
2. Royal Australasian College of Physicians
3. Australian Healthcare and Hospitals Association’s Deeble Institute for Health Policy Research
4. Studio dell’Università di Monash sulla long COVID e la violenza tra partner intimi
5. Ricerca del consorzio HDR UK COALESCE sulla scarsa vaccinazione

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