Study Identifies Significant Visual Changes in Early-Onset Alzheimer’s

Ricerca Identifica Importanti Cambiamenti Visivi nell’Alzheimer ad Insorgenza Precoce

Una ricerca innovativa condotta da ricercatori internazionali, guidati dall’UC San Francisco, ha gettato luce sui perplessi sintomi visivi che si manifestano come segni iniziali della malattia di Alzheimer. Chiamata atrofia corticale posteriore (PCA), questa condizione colpisce circa il 10% dei pazienti affetti da Alzheimer.

Contrariamente a studi precedenti, che indicavano che il 70% delle persone con perdita di memoria presenta la patologia dell’Alzheimer, lo studio ha rivelato che il 94% dei pazienti con PCA ha mostrato la patologia dell’Alzheimer in modo impressionante. Il restante 6% è stato trovato ad avere altre condizioni come la malattia dei corpi di Lewy e la degenerazione lobare frontotemporale. Questi risultati sottolineano la forte associazione tra PCA e malattia di Alzheimer.

A differenza delle persone con problemi di memoria comunemente associati all’Alzheimer, coloro con PCA lottano con compiti visuospaziali, inclusa la percezione della profondità, la differenziazione tra oggetti in movimento e oggetti stazionari, nonché la scrittura e il recupero di oggetti caduti, anche dopo aver superato un normale esame degli occhi. I ricercatori hanno anche scoperto che, sebbene la maggior parte dei pazienti con PCA abbia inizialmente una normale funzione cognitiva, sviluppano successivamente una demenza lieve o moderata caratterizzata da deficit nella memoria, nelle funzioni esecutive, nel comportamento, nel linguaggio e nella parola.

Lo studio, che ha incluso dati di oltre 1.000 pazienti provenienti da 16 paesi, ha inoltre rivelato specifiche caratteristiche neuropsicologiche di PCA al momento della diagnosi. Circa il 61% dei pazienti ha mostrato aprassia di costruzione, l’incapacità di copiare o costruire diagrammi di base; il 49% ha avuto difficoltà con la percezione dello spazio e nell’individuazione delle posizioni degli oggetti, noto come “deficit nella percezione dello spazio”; il 48% ha sperimentato difficoltà nella percezione visiva simultanea chiamata “simultanagnosia”. Inoltre, il 47% ha affrontato sfide con i calcoli matematici di base, mentre il 43% ha avuto difficoltà nella lettura.

Questi risultati evidenziano la necessità di maggiore consapevolezza e strumenti migliorati negli ambienti clinici per assistere nell’identificazione precoce di PCA. Purtroppo, i pazienti spesso consultano optometristi per sintomi visivi, che potrebbero non riconoscere i segni di PCA. Pertanto, è fondamentale che i clinici siano dotati delle risorse necessarie per identificare i pazienti con PCA e fornire un trattamento adeguato tempestivamente.

È importante sottolineare che i pazienti con PCA potrebbero trarre beneficio dall’identificazione precoce a causa delle implicazioni potenziali per il trattamento dell’Alzheimer. Il co-autore principale dello studio, Renaud La Joie, Ph.D., ha spiegato che i pazienti con PCA hanno mostrato livelli simili di amiloide e tau, biomarcatori associati all’Alzheimer, come i pazienti con casi tipici di Alzheimer. Pertanto, i pazienti con PCA potrebbero essere candidati a terapie anti-amiloide e anti-tau, che hanno dimostrato efficacia nelle prime fasi della malattia.

In conclusione, questo studio dimostra l’importanza del riconoscimento e della comprensione della PCA, non solo per migliorare l’assistenza ai pazienti, ma anche per svelare i meccanismi sottostanti della malattia di Alzheimer. Riconoscere il mirato distintivo delle aree visive, anziché delle aree di memoria, da parte dell’Alzheimer potrebbe fornire preziosi spunti per future ricerche. Inoltre, è cruciale esplorare il motivo per cui le donne costituiscono la maggioranza dei casi di PCA, poiché ciò potrebbe gettare luce sui fattori di suscettibilità coinvolti nella malattia.

Domande frequenti (FAQ) sull’Atrofia Corticale Posteriore (PCA) e malattia di Alzheimer:

1. Cos’è l’atrofia corticale posteriore (PCA)?
L’atrofia corticale posteriore è una condizione che colpisce circa il 10% dei pazienti affetti da Alzheimer. A differenza dei problemi di memoria comunemente associati all’Alzheimer, le persone con PCA lottano con compiti visuospaziali, percezione della profondità, differenziazione tra oggetti in movimento e inanimati, scrittura e recupero di oggetti caduti, anche dopo aver superato un normale esame degli occhi.

2. Quale percentuale di pazienti con PCA presenta la patologia dell’Alzheimer?
Lo studio innovativo ha rivelato che il 94% dei pazienti con PCA ha mostrato la patologia dell’Alzheimer in modo impressionante. Il restante 6% è stato trovato ad avere altre condizioni come la malattia dei corpi di Lewy e la degenerazione lobare frontotemporale.

3. Quali sono le specifiche caratteristiche neuropsicologiche della PCA?
Lo studio ha rilevato che circa il 61% dei pazienti con PCA ha mostrato aprassia di costruzione, il 49% ha avuto difficoltà con la percezione dello spazio e nell’individuazione delle posizioni degli oggetti, e il 48% ha sperimentato difficoltà nella percezione visiva simultanea chiamata “simultanagnosia”. Inoltre, il 47% ha affrontato sfide con i calcoli matematici di base, mentre il 43% ha avuto difficoltà nella lettura.

4. Come può essere identificata e diagnosticata precocemente la PCA?
È necessaria maggiore consapevolezza e strumenti migliorati negli ambienti clinici per l’identificazione precoce della PCA. È fondamentale che i clinici siano dotati delle risorse necessarie per riconoscere i sintomi della PCA e fornire un trattamento adeguato tempestivamente. Gli optometristi potrebbero non sempre riconoscere i segni della PCA, quindi è importante che i clinici siano informati sulla condizione.

5. Quali sono le implicazioni potenziali dell’identificazione precoce della PCA per il trattamento dell’Alzheimer?
I pazienti con PCA mostrano livelli simili di amiloide e tau, biomarcatori associati alla malattia di Alzheimer, come i pazienti con casi tipici di Alzheimer. Ciò suggerisce che i pazienti con PCA potrebbero essere candidati a terapie anti-amiloide e anti-tau, che hanno dimostrato efficacia nelle prime fasi della malattia.

6. Perché è importante comprendere e riconoscere la PCA?
Comprendere e riconoscere la PCA è cruciale per migliorare l’assistenza ai pazienti e svelare i meccanismi sottostanti della malattia di Alzheimer. Evidenzia il mirato distintivo delle aree visive, anziché delle aree di memoria, da parte dell’Alzheimer e fornisce preziosi spunti per future ricerche. Inoltre, esplorare il motivo per cui le donne costituiscono la maggioranza dei casi di PCA potrebbe gettare luce sui fattori di suscettibilità coinvolti nella malattia.

Definizioni:
– Atrofia Corticale Posteriore (PCA): Una condizione che colpisce circa il 10% dei pazienti affetti da Alzheimer, caratterizzata da sintomi visivi e difficoltà con compiti visuospaziali.
– Patologia dell’Alzheimer: Cambiamenti anomali nel cervello, inclusa la presenza di placche amiloidi e noduli di tau, associati alla malattia di Alzheimer.
– Malattia dei corpi di Lewy: Una malattia progressiva del cervello che porta a un declino del pensiero, della memoria e del movimento, causato dall’accumulo di depositi di proteine anomali chiamati corpi di Lewy.
– Degenerazione Lobare Frontotemporale: Un gruppo di disturbi caratterizzati dalla degenerazione progressiva dei lobi frontali e temporali del cervello, con conseguenti cambiamenti nel comportamento, nella personalità o nel linguaggio.

Link correlati suggeriti:
– Associazione Alzheimer
– UC San Francisco
– PubMed (per accedere a articoli di ricerca correlati)

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