Gaza’s Health Crisis Deepens as Hospitals Face Collapse

La crisi sanitaria a Gaza si aggrava mentre gli ospedali rischiano il collasso

La grave situazione presso l’ospedale Nasser a Khan Younis, Gaza, è emblematica del collasso dei servizi sanitari nella regione, secondo Médecins Sans Frontières (MSF). Senza un cessate il fuoco in vista, gli ospedali e i centri sanitari del sud e del centro di Gaza stanno affrontando destini simili a quelli del nord. Gli ordini di evacuazione emessi dalle Forze di Occupazione Israeliane (IOF) hanno costretto il personale sanitario, i pazienti e le persone sfollate a partire, lasciando un ambiente pericoloso e incerto.

L’assenza di rifornimenti essenziali, aggravata dalle restrizioni israeliane sull’aiuto umanitario, mette a rischio oltre 300 pazienti e un numero limitato di membri dello staff che rimangono presso l’ospedale Nasser. La scarsità di garze chirurgiche ha costretto gli operatori sanitari a riutilizzare il materiale su più pazienti, una pratica angosciante resa necessaria dalla mancanza di risorse.

La situazione presso l’ospedale Nasser era già grave anche prima dell’annuncio recente di MSF. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha espresso preoccupazione per le segnalazioni secondo cui il personale sanitario presso l’ospedale Nasser stava preparando fosse comuni nei terreni dell’ospedale, in previsione di numerosi decessi senza mezzi alternativi per gestire i corpi. Oltre agli alloggi sovraffollati e all’inadeguata infrastruttura sanitaria, queste circostanze hanno contribuito a un significativo aumento delle malattie infettive a Gaza, con casi sospetti di epatite A aumentati sedici volte dal novembre 2023, come riferito dall’UNRWA.

L’ospedale Nasser non è l’unico luogo che affronta un futuro precario. Altri ospedali a Khan Younis e nelle aree circostanti, come l’ospedale europeo e l’ospedale Al-Amal, stanno lottando anche con ordini di evacuazione e assedi, ostacolando la loro capacità di fornire servizi sanitari vitali.

Mentre gli ufficiali israeliani cercano di manipolare la narrazione sulla situazione, organizzazioni come MSF e PRCS continuano a fornire testimonianze e prove dello stato disastroso dell’infrastruttura sanitaria palestinese. Le affermazioni secondo cui gli ospedali e i centri sanitari funzionano normalmente sotto il blocco sono prive di fondamento e mancano di credibilità.

Sebbene limitati servizi sanitari siano stati ripristinati nella parte settentrionale di Gaza, gli operatori sanitari rimangono bersagli dell’aggressione delle IOF. Sono stati segnalati casi di mirate ripetute e sparatorie contro il personale sanitario, mettendo ulteriormente a rischio un sistema sanitario già fragile.

I risultati della missione dell’OMS, disponibili in una relazione presentata al Consiglio Esecutivo dell’organizzazione, sottolineano l’urgenza di un’azione immediata per affrontare le condizioni di salute critiche nei territori palestinesi occupati. Le richieste di un immediato cessate il fuoco e del sostegno internazionale all’autodeterminazione dei palestinesi stanno guadagnando consenso tra coloro che riconoscono la grave violazione del diritto internazionale umanitario da parte di Israele.

È evidente che un semplice cessate il fuoco da solo non può risanare il frammentato sistema sanitario di Gaza. È necessaria la ricostruzione e il risarcimento, con la comunità internazionale che si fa avanti per sostenere i palestinesi nella loro ricerca di autodeterminazione. La crisi sanitaria a Gaza richiede un’attenzione urgente e un’azione significativa per impedire ulteriori sofferenze e perdite di vite umane.

All Rights Reserved 2021
| .
Privacy policy
Contact