The Ongoing Battle against Cervical Cancer and the Women Left Behind

La Battaglia continua contro il Cancro del collo dell’utero e le donne dimenticate

Nonostante decenni di progressi nella lotta contro il cancro del collo dell’utero, sta emergendo un trend preoccupante. Un nuovo rapporto indica che, sebbene i tassi di cancro del collo dell’utero siano diminuiti significativamente complessivamente, alcune donne sono state lasciate indietro. La diminuzione dei casi e dei decessi è in gran parte attribuita alla diagnosi precoce e al trattamento, così come all’introduzione dei vaccini HPV. Tuttavia, il rapporto rivela che le donne tra i 30 e i primi 40 anni stanno sperimentando un aumento dell’incidenza del cancro del collo dell’utero.

È importante notare che i tumori riscontrati in questo gruppo di età sono per lo più precoci e curabili, offrendo un certo sollievo nonostante le statistiche preoccupanti. Ahmedin Jemal, l’autore principale del rapporto, sottolinea che circa 13.800 donne americane vengono diagnosticate ogni anno con il cancro del collo dell’utero e 4.360 muoiono per questa malattia.

Le ragioni di questo aumento tra le donne tra i 30 e i 40 anni non sono ancora completamente comprese. Sebbene il rapporto non approfondisca le specifiche, tassi di screening più bassi potrebbero giocare un ruolo. Studi hanno dimostrato una diminuzione degli esami di routine per il cancro del collo dell’utero, con un numero inferiore di donne che rispettano le linee guida di screening. Il numero di donne di età compresa tra i 21 e i 65 anni che sono state sottoposte agli screening secondo le ultime linee guida è sceso dal 87% nel 2000 al 72%.

Ulteriori analisi hanno rivelato che le donne di età compresa tra i 21 e i 29 anni sono le meno propense a essere aggiornate sugli screening, specialmente se non sono di razza bianca, prive di assicurazione, vivono in zone rurali o si identificano come gay, lesbiche o bisessuali. Queste disparità mettono in evidenza la necessità di migliorare l’educazione dei pazienti e gli sforzi di sensibilizzazione per garantire che tutte le donne comprendano l’importanza degli screening regolari.

Il cambiamento delle linee guida negli ultimi anni potrebbe anche contribuire alla confusione che circonda gli screening per il cancro del collo dell’utero. Spencer suggerisce che l’aumento dei tassi di cancro del collo dell’utero tra le donne di 30 e 40 anni potrebbe essere spiegato in parte da tassi di screening bassi tra le donne di 20 anni. È chiaro che è necessario fare di più in termini di educazione dei pazienti, poiché molte donne non sanno di dover effettuare degli screening o non hanno ricevuto una raccomandazione dal proprio medico.

Oltre agli screening, la cura e il trattamento successivi sono essenziali per salvare vite. In uno studio condotto da Jennifer Spencer e colleghi, è emerso che solo il 73% delle donne con risultati di screening anomali riceveva la cura di follow-up necessaria. Questo mette in evidenza l’importanza di un sistema sanitario ben funzionante che individua e supporta quelle persone che potrebbero sfuggire alle maglie della rete.

Continuando la lotta contro il cancro del collo dell’utero, è fondamentale non trascurare nessun gruppo di donne. Affrontando le disparità nei tassi di screening, migliorando l’educazione dei pazienti e fornendo una cura di follow-up accessibile, possiamo garantire che i progressi nella lotta contro questa malattia si estendano a tutte le donne, indipendentemente dall’età o dall’origine. Solo attraverso sforzi completi possiamo davvero cancellare il cancro del collo dell’utero dal passato.

Domande frequenti sul cancro del collo dell’utero

1. Qual è l’attuale tendenza dei tassi di cancro del collo dell’utero?
– I tassi di cancro del collo dell’utero sono diminuiti significativamente complessivamente, ma c’è un aumento dell’incidenza tra le donne tra i 30 e i primi 40 anni.

2. I tumori riscontrati nelle donne di questo gruppo di età sono curabili?
– Sì, la maggior parte dei tumori riscontrati in questo gruppo di età sono allo stadio iniziale e curabili.

3. Quante donne americane vengono diagnosticate con il cancro del collo dell’utero ogni anno?
– Circa 13.800 donne americane vengono diagnosticate ogni anno con il cancro del collo dell’utero.

4. Quali sono le possibili ragioni dell’aumento dell’incidenza del cancro del collo dell’utero tra le donne tra i 30 e i 40 anni?
– Le ragioni specifiche non sono ancora completamente comprese, ma i tassi di screening più bassi potrebbero giocare un ruolo.

5. I tassi di screening per il cancro del collo dell’utero sono diminuiti nel corso degli anni?
– Sì, gli studi hanno dimostrato una diminuzione degli esami di routine per il cancro del collo dell’utero, con un numero inferiore di donne che rispettano le linee guida di screening.

6. Qual è il gruppo di donne che è meno propenso ad essere aggiornato sugli screening?
– Le donne di età compresa tra i 21 e i 29 anni sono le meno propense a essere aggiornate sugli screening, soprattutto se non sono di razza bianca, prive di assicurazione, vivono in zone rurali o si identificano come gay, lesbiche o bisessuali.

7. Qual è l’importanza dell’educazione dei pazienti nel migliorare i tassi di screening?
– Migliorare l’educazione dei pazienti è necessario per garantire che tutte le donne comprendano l’importanza degli screening regolari.

8. Come i bassi tassi di screening tra le donne ventenni possono contribuire all’aumento dei tassi di cancro del collo dell’utero tra le donne tra i 30 e i 40 anni?
– I bassi tassi di screening tra le donne più giovani possono portare a diagnosi mancate, il che può contribuire all’aumento dei tassi tra le donne più anziane.

9. Quale percentuale di donne con risultati di screening anomali riceve la cura di follow-up necessaria?
– Solo il 73% delle donne con risultati di screening anomali riceve la cura di follow-up necessaria.

10. Cosa si può fare per affrontare le disparità nei tassi di screening e migliorare l’educazione dei pazienti?
– Sforzi completi, compresi un miglioramento dell’educazione dei pazienti, degli sforzi di sensibilizzazione e di una cura di follow-up accessibile, possono contribuire a affrontare le disparità nei tassi di screening e garantire progressi nella lotta contro il cancro del collo dell’utero per tutte le donne.

Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito web del National Cancer Institute sul cancro del collo dell’utero.

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