Mental Health Interventions Show Promise in Treating Inflammatory Bowel Disease

Interventi sulla salute mentale mostrano promesse nel trattamento della malattia infiammatoria intestinale

Uno studio recente condotto dai ricercatori del New King’s College di Londra rivela che gli interventi sulla salute mentale potrebbero migliorare significativamente i sintomi associati alla malattia infiammatoria intestinale (IBD). Lo studio, una meta-analisi di ricerche esistenti, si concentra sull’asse cervello-intestino e il suo impatto sull’IBD.

Analizzando i dati di 28 studi controllati che coinvolgono 1.789 partecipanti, i ricercatori hanno scoperto che la terapia psicologica è particolarmente efficace nel ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi dell’IBD. Gli antidepressivi e l’esercizio fisico hanno mostrato anche alcuni effetti positivi, sebbene in misura minore.

Invece di fare affidamento esclusivamente sulla segnalazione dei sintomi da parte dei pazienti, i ricercatori hanno monitorato dei biomarcatori comunemente associati all’infiammazione dell’IBD – calprotectina e proteina C reattiva (PCR). Questi biomarcatori hanno fornito indicatori oggettivi dell’attività della malattia e dell’efficacia del trattamento, aiutando i medici a prendere decisioni informate sulla cura dei pazienti.

La prima autrice dello studio, Natasha Seaton, ha evidenziato la forte connessione tra la salute mentale e l’IBD, con depressione e ansia che sono prevalenti tra coloro che soffrono di questa condizione. Infatti, il 25% delle persone con IBD sperimenta livelli clinici di depressione, mentre il 32% sperimenta livelli clinici di ansia. Questi tassi aumentano ulteriormente quando la malattia è attiva e i livelli di infiammazione sono più alti.

Le conclusioni di questo studio sottolineano l’importanza di affrontare la salute mentale nella gestione dell’IBD. Migliorando i sintomi di depressione e ansia, le persone con IBD possono sperimentare una riduzione della gravità della loro condizione. Seaton suggerisce che le terapie psicologiche forniscono alle persone le competenze e le strategie necessarie per gestire meglio la loro IBD, portando a un miglioramento delle condizioni di salute fisica.

È importante differenziare l’IBD dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), poiché la prima coinvolge l’infiammazione mentre la seconda no. L’IBD comprende tre condizioni: la malattia di Crohn, la colite ulcerosa e la colite non determinata.

Anche se non tutti coloro che hanno sbalzi d’umore o problemi di salute mentale sviluppano l’IBD, ci sono evidenze che suggeriscono che l’attenzione al benessere psicologico possa influire positivamente sul decorso della malattia. I clinici spesso indirizzano i pazienti con IBD verso la consulenza psicologica, poiché si è osservato che il miglioramento dell’umore e della salute mentale coincide con il miglioramento dei sintomi dell’IBD.

Questo studio si aggiunge al crescente corpo di ricerche che evidenziano la complessa relazione tra la salute mentale e il benessere fisico. Riconoscendo l’interconnessione tra il cervello e l’intestino, gli operatori sanitari possono offrire approcci di trattamento più completi per le persone che vivono con l’IBD.

Domande frequenti:

Q: Cosa rivela lo studio recente condotto dai ricercatori del New King’s College di Londra?
A: Lo studio rivela che gli interventi sulla salute mentale potrebbero migliorare significativamente i sintomi associati alla malattia infiammatoria intestinale (IBD).

Q: Qual è stata la metodologia dello studio?
A: Lo studio è stato una meta-analisi di ricerche esistenti, analizzando i dati di 28 studi controllati che coinvolgevano 1.789 partecipanti.

Q: Quali interventi si sono riscontrati efficaci nel ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi dell’IBD?
A: La terapia psicologica si è dimostrata particolarmente efficace. Gli antidepressivi e l’esercizio fisico hanno mostrato anche alcuni effetti positivi, sebbene in misura minore.

Q: Come hanno monitorato l’attività della malattia e l’efficacia del trattamento i ricercatori?
A: Invece di fare affidamento esclusivamente sulla segnalazione dei sintomi da parte dei pazienti, i ricercatori hanno monitorato biomarcatori comunemente associati all’infiammazione dell’IBD – calprotectina e proteina C reattiva (PCR).

Q: Quali sono i tassi di depressione e ansia tra le persone con IBD?
A: Il 25% delle persone con IBD sperimenta livelli clinici di depressione, mentre il 32% sperimenta livelli clinici di ansia. Questi tassi aumentano ulteriormente quando la malattia è attiva e i livelli di infiammazione sono più alti.

Q: In che modo l’attenzione alla salute mentale può beneficiare le persone con IBD?
A: Migliorando i sintomi di depressione e ansia, le persone con IBD possono sperimentare una riduzione della gravità della loro condizione. Le terapie psicologiche forniscono alle persone le competenze e le strategie necessarie per gestire meglio la loro IBD, portando a un miglioramento delle condizioni di salute fisica.

Definizioni:

Malattia infiammatoria intestinale (IBD): Questo termine comprende tre condizioni: la malattia di Crohn, la colite ulcerosa e la colite non determinata. Coinvolge l’infiammazione del tratto gastrointestinale.

Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): Un disturbo caratterizzato da dolori addominali, gonfiore e cambiamenti nelle abitudini intestinali. A differenza dell’IBD, non coinvolge l’infiammazione.

Link correlati:

King’s College di Londra – Scuola di Scienze della Vita e della Medicina

Crohn’s and Colitis Foundation

All Rights Reserved 2021
| .
Privacy policy
Contact