Air Conditioning in the Workplace: A Shield Against Bushfire Smoke

Climatizzazione negli ambienti di lavoro: uno scudo contro il fumo da incendi boschivi

La climatizzazione negli ambienti di lavoro non fa solo raffreddare l’aria, ma funge da protezione contro le particelle dannose presenti nel fumo da incendi boschivi. Nuove ricerche rivelano che i sistemi di climatizzazione possono intrappolare efficacemente le particelle del fumo da incendi boschivi, riducendo così la nostra esposizione a elementi potenzialmente pericolosi come il mercurio solubile, il solfato e il nitrato.

Il fumo da incendi boschivi è noto per causare o aggravare condizioni di salute come l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le malattie cardiache. Esso comporta un aumento del rischio di ricovero ospedaliero e persino di morte. Alla luce dei devastanti incendi boschivi dell’estate nera in Australia durante il 2019-2020, ricercatori dell’Università di Tecnologia di Sydney (UTS) e dell’UNSW Sydney hanno condotto uno studio per investigare sulla composizione chimica delle particelle di fumo da incendi boschivi.

La ricercatrice principale Raissa Gill, una dottoranda in scienze ambientali presso l’UTS, ha spiegato la motivazione dello studio. “Volevamo scoprire di più su cosa c’era nel fumo da incendi boschivi che stavamo respirando. Utilizzando filtri commerciali per la climatizzazione, siamo stati in grado di catturare e analizzare la composizione chimica delle particelle che altrimenti sarebbero state inalate”, ha detto.

Il team di ricerca ha raccolto materia particolata da filtri di riscaldamento, ventilazione e climatizzazione (HVAC) negli edifici 4 e 7 dell’UTS durante il picco degli incendi boschivi dell’estate nera e li ha confrontati con campioni prelevati un anno dopo. I risultati sono stati allarmanti: le concentrazioni giornaliere di materia particolata durante gli incendi boschivi erano generalmente 2-3 volte superiori rispetto alla norma, con alcune concentrazioni orarie che raggiungevano fino a 10,5 volte il massimo abituale. Questo superava gli standard nazionali nel 19% dei giorni di campionamento.

Le particelle di fumo da incendi boschivi non erano solo più abbondanti, ma anche più fini rispetto agli aerosol urbani. Ciò le rendeva più suscettibili di essere inalate nei nostri polmoni, aumentando il trasferimento di elementi tossici nel nostro flusso sanguigno. Le particelle contenevano anche concentrazioni più elevate di elementi come il mercurio, il solfato, il nitrato e gli ioni di fluoro, insieme ai metalli tossici.

Nonostante i sistemi di climatizzazione non possano eliminare completamente i rischi associati al fumo da incendi boschivi, svolgono un ruolo significativo nella riduzione della nostra esposizione a particelle dannose. Lo studio sottolinea l’importanza di comprendere i diversi cambiamenti chimici che si verificano durante eventi di gravi incendi boschivi. Questa conoscenza è cruciale per valutare l’impatto degli incendi boschivi sulla salute umana e sulla qualità ambientale.

In conclusione, la climatizzazione negli ambienti di lavoro non solo ci mantiene al fresco, ma funge anche da barriera protettiva contro le particelle pericolose presenti nel fumo da incendi boschivi. I risultati di questa ricerca forniscono preziose conoscenze sull’impatto degli incendi boschivi sulla qualità dell’aria e ci aiutano a comprendere meglio le misure necessarie per salvaguardare la nostra salute durante tali eventi.

Condizionatori d’aria e fumo da incendi boschivi: FAQ

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